Chiesetta delle Nostre Signore di Guadalupe, Lourdes e Fatima
In Roma vi sono varie chiese dedicate a Nostra Signora di Guadalupe, Nostra Signora di Lourdes e Nostra Signora di Fatima, tra cui:
- Parrocchia e chiesa parrocchiale di Nostra Signora di Guadalupe in Piazza Nostra Signora di Guadalupe, 12, 00135 Roma RM;
- Parrocchia e chiesa parrocchiale di Nostra Signora di Lourdes in Via Andrea Mantegna, 147, 00147 Roma RM;
- Parrocchia e chiesa parrocchiale di Nostra Signora di Fatima in Via del Fontanile Nuovo, 88, 00135 Roma RM.
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Oggetto di Studio: Chiesetta dedicata alle Nostre Signore di Guadalupe, Lourdes e Fatima con una ampiezza orientativa coperta pari a metri quadrati 128,75253817 e una superficie interna netta pari a metri quadrati 107,73298246, deducibili dal disegno dell’impianto ideale di questo edificio.
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La chiesetta è stata immaginata il 13 giugno 2021 proporzionando nella sua generazione le misure del suo impianto murario alla ampiezza di una avambraccio dell’essere umano come considerato quantitativamente nella quotidianità delle popolazioni e comunità viventi del bacino mediterraneo poco prima della nascita di Cristo che corrisponde all’attuale e diffuso sistema metrico decimale a un valore di metri 0,444444444, ovvero un valore numerico decimale periodico illimitato puro in “base 4” che ha nella sua caratteristica essenze singolari, ovvero è un numero periodico “finito con infinito valore infinitesimale” e nella sua determinazione “determinata nella sua indeterminatezza”, conoscibile ma non misurabile definitivamente (staticamente), perché “proporzione dinamica sempre in essere” (illimitata), rende presente nel conoscibile finito la infinità della sua essenza che rende presente “empaticamente” l’infinito in cui viviamo e di cui dimentichiamo la sua essenza per distrazione rispetto alla possibilità di conoscere il Creato “fenomenologicamente”, per quello che è, e non per quello che presupponiamo.
Concretamente nell’impianto planimetrico la dimensione dell’avambraccio umano, detto convenzionalmente “cubito attico”, in tale proporzionamento assunto, è rappresentato e presente in modo evidente nei primi quattro pilastri centrali che generano l’ordito murario con un ritmo compositivo ben definito dal suo “ordine”.
Il singolo pilastro è definibile nella terminologia compositiva “ordine”, ovvero l’elemento che proporziona nelle tre dimensioni fisiche esistenziali la sua consistenza completa, finita ma con base numerica “determinata nella sua indeterminatezza” nella larghezza (metri 0,4 periodici), come nella sua profondità che nella sua altezza, in rapporto di parti 8 e ¼ alla unità e quindi alle due precedenti, che consta metri 3,3 (periodici) che si concludono in 5,5 (periodici), in rapporto di parti 12 e ½ alla unità, comprendendo anche l’arco che determina fisicamente il ritmo compositivo.
Complessivamente la composizione costruttiva è generata dalla misura dell’avambraccio umano nella proporzione condivisa nel bacino mediterraneo nel periodi “attico” quantificata numericamente all’odierno sistema metrico convenzionale.
Si accenna che quattro metri del sistema metrico decimale corrispondono, esattamente, numericamente, a nove cubiti attici con valore numerico metri 0,4 (periodico) cadauno.
È quindi da tener presente che quantità proporzionali concrete reali che conosciamo vivendo le conosciamo in modo determinato fisicamente, ma numericamente (quindi mentalmente) le conosciamo dinamicamente mentre le conosciamo con i sensi empaticamente, a ciò a cui ci portano, ovvero alla loro infinita indeterminazione che le determina proporzioni infinitamente infinitesimamente composte di un creato infinito che continuamente creano e a cui partecipiamo nella creazione nel nostro intento di conoscere.
Tali basi generative sono l’avvio alla creazione compositiva della chiesetta dedicata alle Nostre Signore di Guadalupe, Lourdes e Fatima, a cui il luogo Sacro è dedicato e si immagina e spera possa condurre anche nella sua essenza costruttiva, assunta come preghiera per accogliere i fedeli e sostenerli nelle preghiere, alla verità con se stessi nella preghiera espressa con sincera devozione.
Riguardo le quantità numeriche di riferimento delle misure fisiche prima menzionate è bene tener presente che l’unità di misura “metro”, unità del Sistema metrico decimale Internazionale (SI) odierno, è una quantità fisica e numerica determinata quale proporzione in frazione di un quaranta milionesimo (1/(40.000.000) della grandezza della curva chiusa (meridiano) che circoscrive idealmente il Pianeta Terra longitudinalmente, intersecando nel suo piano di giacitura, il punto identificato nella crosta terrestre dalla sede del luogo della città di “Greenwich” passando per i suo “zenith” e per i poli del pianeta stesso (nella geometria elementare euclidea, tre punti individuano un piano).
Essendo la misura antropomorfica “cubito attico” come prima indicato quantificato nella sua grandezza pari a metri 0,4 periodico, un nono (1/9) della proporzione di quattro metri del Sistema metrico Internazionale (SI) si può anche definire il cubito attico un novanta milionesimo (1/90.000.000) del meridiano terrestre prima citato rapportando in tal modo le misure antropomorfiche del mondo mediterraneo, in auge dal periodo attico, ovvero convenzionalmente dall’anno 500 all’anno 323 prima della nascita di Cristo, alle odierne desunte idealmente nel XVIII e XIX secolo (periodo così detto illuminista) creando così un minimo legame armonico tra la metodologia conoscitiva delle origini, nata nel “pensiero greco, orientale, romano confluite nel pensiero cristiano” in cui la religiosità umana è sempre naturalmente presente nella quotidianità, e l’“Era dei Lumi” e successivamente la modalità gnoseologica e ontologica “Positivista” che a essa si sono sovrapposte per un lungo periodo, proseguendo ora in un odierno tentativo, anche se elementare, di continuità tra le trasformazioni del pensiero conoscitivo ed esistenziale umano, orientandosi alla guida dell’approccio filosofico e teologico del metodo “fenomenologico” che si può sinteticamente definire, in generale, “la descrizione ordinata dei fenomeni, ovvero del modo in cui si presenta e si manifesta una realtà”,
Come leggibile nel Dizionario Treccani, si apprende che fenomenologìa è la:
Descrizione dei fenomeni, ossia del modo in cui si manifesta una realtà. In filosofia, il termine ha avuto fortuna a partire dalla Fenomenologia dello spirito (1807), in cui G.W.F. Hegel tracciò la storia delle manifestazioni dello Spirito.
Oggi per fenomenologia s’intende l’indirizzo filosofico fondato da E. Husserl che, mettendo fra parentesi l’esistenza del mondo, lo riduce a un insieme di fenomeni che si danno alla coscienza e possono essere colti nella loro ‘essenza‘ logica, universale e necessaria. Per M. Heidegger, allievo di Husserl, f. significa così “lasciar vedere in sé stesso ciò che si manifesta“, liberandolo dall’occultamento in cui rischiano di farlo cadere i nostri pregiudizi, approdando infine nella originaria teoria espressa da Edith Stein riguardo l’ “Empatia”.
Ella, la Edith Stein, nella sua Tesi di Laurea “Sul problema dell’Empatia” discussa a Friburgo nella Brisgovia, nell’anno 1916 con il Professor Husserl conclude che:
«Deve essere una necessità essenziale il fatto che lo spirito possa entrare in rapporto di scambio con lo spirito solo attraverso il medium della corporeità? Io, come individuo psicofisico, non vengo di fatto a sapere niente della vita spirituale di altri individui se non per questa via.
Naturalmente so di molti individui, viventi o morti, che non ho mai visto.
Ma lo so da altri che vedo, o attraverso la mediazione delle loro opere che percepisco attraverso i sensi e che essi hanno prodotto grazie alla loro organizzazione psicofisica.
Lo spirito del passato ci viene incontro in forma molteplice, ma è sempre legato ad un corpo fisico:
la parola scritta o stampata o scolpita nella pietra, la forma spaziale divenuta pietra o metallo.
Ma non mi unisce una comunione vivente agli spiriti del presente e una tradizione a quelli del passato, immediatamente, senza mediazione corporea?
Di certo mi sento «uno» con gli altri e faccio diventare i loro sentimenti motivi della mia volontà, tuttavia questo non mi dà gli altri; ma presuppone già la loro datità.
(E ciò che degli altri penetra in me – dai viventi o dai morti – senza che io lo sappia, questo lo considero mio proprio e ciò non stabilisce nessun rapporto degli spiriti).
Ma cosa avviene con le persone puramente spirituali la cui rappresentazione non contiene di certo in sé alcuna contraddizione?
Non è concepibile nessun rapporto tra di loro?
Ci sono stati uomini che hanno creduto di sperimentare in un improvviso cambiamento della loro persona l’effetto della grazia di Dio, altri che si sono sentiti guidati nel loro agire da uno spirito protettore (non occorre pensare proprio alδαιμόνιον (qualcosa di divino) di Socrate, che di certo non si deve intendere così alla lettera).
Se qui ci sia un’esperienza autentica, se ci sia quella non chiarezza sui propri motivi che abbiamo trovato nella trattazione degli «Idoli della conoscenza di sé», chi potrà deciderlo?
Ma assieme alle allucinazioni di questa esperienza, non è già data anche la possibilità essenziale di un’esperienza autentica in quest’ambito?
In ogni caso lo studio della coscienza religiosa mi sembra essere il mezzo più appropriato per rispondere al nostro problema come d’altra parte la risposta a questo problema è del massimo interesse per l’ambito religioso.
Nel frattempo lascio la risposta a un’indagine ulteriore e mi limito qui a un “non liquet” (non è chiaro)».
L’intento compositivo, nato dalla riflessione e contemplazione, e che genera la Chiesetta in questa sede trattata è il creare un ambiente che è “Spazio” che accoglie e custodisce, tramite gli elementi liturgici, che sono a loro volta costruttivi, figurativi e devozionali, il corpo e lo spirito dei fedeli mentre si rivolgono in assorta preghiera alle Tre Nostre Signore, di Guadalupe, Lourdes e Fatima, imprimendo nel corpo degli oranti la Loro presenza empatica generante la infinita speranza e azione della Grazia richiesta e ricevuta.
Nota: il Vocabolario digitale Treccani recita al lemma “Non liquet” ‹… lìku̯et› (lat. «non è chiaro»): – formula usata nel linguaggio giudiziario romano per indicare che non v’erano elementi certi per giudicare se un imputato era o non era colpevole e che quindi occorreva un ampliamento di istruttoria e un rinvio del dibattimento.
Si ripete talvolta per significare genericamente la poca chiarezza di fatti, situazioni o anche espressioni.
L’impianto costruttivo dell’edificio ha forma assimilabile alla così detta “Croce Greca” con ambito d’ingresso e tre absidi: la centrale dell’altare principale dedicato a Nostra Signora di Guadalupe, il laterale destro guardando l’altare centrale dedicato a Nostra Signora di Lourdes e il laterale sinistro dedicato a Nostra Signora di Fatima.
Sono previste trentaquattro sedute per i fedeli con inginocchiatoio.
L’ipotesi di edificazione del luogo sacro è orientata verso località “Civitella” nel Lazio, in territorio di “Pescorocchiano” nella altura detta “Prato Troce“, a una quota di circa metri 800 s.l.m. che si proietta nella “Valle del Fosso del Salto“, in prossimità della confluenza del “Torrente l’Apa“, che consta di una medesima distanza in linea d’aria dalle chiese parrocchiali sopra indicate, ovverodalla Parrocchia e chiesa parrocchiale di Nostra Signora di Guadalupe, dalla Parrocchia e chiesa parrocchiale di Nostra Signora di Lourdes e dalla Parrocchia e chiesa parrocchiale di Nostra Signora di Fatima misurabile topograficamente in una quantità pari a metri 69.655,5 (periodico). che corrisponde all’ampiezza di metri 0,444444 (periodico), ovvero un “Cubito Attico”, in numero di 156.725 volte. Il numero 156.725 è composto dai seguenti numeri:
cinque (5) volte (seimiladuecentosessantanove (6.269) pari a
trentuno mila trecentoquarantacinque (31.345) a sua volta cinque (5) volte
che compone centocinquanta seimila settecentoventicinque (156.725).
La immagine che segue rappresenta la composizione in unica planimetria “cartografica” del territorio assimilabile alla odierna provincia di Roma, con riportati su base cartografica edita dall’Istituto Geografico Militare nei decenni passati, i limiti delle antiche mappe appartenenti al così detto “Catasto Gregoriano“, con indicate le antiche località, ovvero gli antichi toponimi che furono riferimento per la loro classificazione ordinata.
I toponimi hanno generato anche la odierna nomenclatura delle località, che ha le voci assonanti con le originarie, e confermano la individuazione delle varie porzioni di territorio nel tempo.
E’ visibile nel grafico un disegno geometrico composto da una circonferenza passante per i tre punti individuati nel testo, in sovrapposizione alla planimetria in oggetto, e avente centro nel punto del territorio ove individua il luogo possibile per la generazione della “chiesetta“. di cui il centro dell’impianto costruttivo e compositivo coincide con il centro della circonferenza ora indicata.
Seguono studi planimetrici territoriali effettuati con base composta con l’utilizzo dei fogli della Carta Tecnica Regionale opportunamente riportati in rapporto compatibile tra loro e con i Fogli di mappa del Nuovo Catasto Terreni a cura dell’U.T.E. composti sempre con opportuni proporzionamenti e con le sovrapposizioni e composizione degli elaborati in riferimento all’origine geometrica costruttiva delle,planimetrie e all’orientamento “cosmico” aventi per riferimento i così detti “punti cardinali” ovvero il Nord geografico, il Sud, l’Est e l’Ovest come convenzionalmente utilizzati nel settore topografico.
Nelle planimetrie sono riportate le proporzioni geometrico compositive locali e territoriali che hanno generato l’impianto costruttivo della “chiesetta“, di cui si illustrerà per singola figura.
816 Le rette visibili nel disegno hanno origine nel riferimento geometrico assoluto digitale delle geometrie di riferimento assunte come base di lavoro dai redattori delle cartografie utilizzate per il presente studio, ovvero gli elaborati planimetrici della serie Carte Tecnica Regionale (C.R.T.) e cartografie del Nuovo Catasto Terreni (N.C.T.) a cura degli Uffici Tecnici Erariali (U.T.E.) redatti in scala unitaria assimilabile nel modello digitale al rapporto 1000/1000 nella presente utilizzazione. Al lembo inferiore del foglio digitale del disegno, ha posizione il vertice e punto di intersezione nonché punto di origine e riferimento del sistema. Lungo la retta obliqua che dal vertice indicato ha traiettoria verso la circonferenza perimetrale di sistema, è visibile una ulteriore circonferenza, compresa nell’area circoscritta, con centro in un punto della retta obliqua stessa che circoscrive la posizione dei fogli di mappa sia C.T.R. che N.C.T. utilizzati per lo studio. I centri delle tre chiese delle Parrocchie hanno distanza dal punto di riferimento di sistema e centro di sistema con coordinate x 0, y 0, z 0:
millimetri 5.187.692.477,284750 corrispondenti a chilometri 5.187,692477284750
per la Chiesa di N.S. di Guadalupe,
millimetri 5.181.158.281,966559 corrispondenti a chilometri 5.181,158281966559
per la Chiesa di N.S. di Lourdes,
millimetri 5.189.140.872,977567 corrispondenti a chilometri 5.189,140872977567
per la Chiesa di N.S. di Fatima.
817 Quadro di unione dei fogli della C.T.R. dell’area o territorio della provincia di Roma; riconoscibili con linee in policromia i fogli di mappa inseriti e oggetto di studio, e con il colore unico, a tratto nero, i fogli in sovrapposizione con scala omogenea del N.C.T.
In alto sulla destra i fogli della C.T.R. della porzione di territorio facente parte della Provincia di Rieti interessati nello studio perché area di individuazione per la disposizione della nuova “chiesetta”. Sono visibili le rette, nonché raggi della circonferenza con raggio pari a metri 69.655,5 (periodico). ovvero chilometri 69,65555 (periodico) passante per i tre centri delle chiese delle parrocchie.818 Dettaglio della porzione del Quadro d’Unione (/Q.U.) della Cartografia Tecnica Regionale (C.T.R.) del territorio della Provincia di Roma, ove sono ubicate le mappe che descrivono il territorio oggetto dello studio; le mappe sono disegnate con tratti colorati. Sono sovrapposte ad esse le mappe del Nuovo Catasto Terreni (N.C.T.) riconoscibili essendo disegnate queste monocromatiche con tratto nero che descrivono con i loro perimetri le aree di studio “particellate” secondo la loro appartenenza e nomenclatura tecnico amministrativa. Le numerazioni nei rettangoli del Q.U. regionale individuano con specifico codice i rettangoli dei fogli idi mappa.
Le mappe N.C.T. ad una osservazione ravvicinata contengono i riferimenti planimetrici con individuazione numerica delle particelle che descrivono gli appezzamenti e gli edifici.
All’interno del rettangolo che circoscrive e definisce ogni singolo foglio di mappa è presente il codice numerico che individua il foglio di mappa stesso.
819 Dettaglio dei due fogli della Cartografia Tecnica Regionale che rappresenta il territorio della Provincia di Rieti, confinante con il territorio della Provincia di Roma in cui è individuata con il sistema geometrico compositivo l’area ove si propone la possibile realizzazione della costruzione votiva. L’area ricade nel territorio rappresentato nel Foglio a sinistra del disegno, evidenziata con una circonferenza.
820 Rappresentazione planimetrica con le linee isometriche, ovvero le così dette “curve di livello altimetrico convenzionale” del territorio oggetto dello studio. I numeri presenti indicano la quota altimetrica in metri dal livello del mare quale riferimento. La porzione di terreno rappresentata ove si è individuato in centro compositivo e costruttivo dell’edificio votivo, è a una altezza compresa tra metri 775 e 780 sopra il livello del mare. Si può osservare in planimetria perché circoscritto dall’impianto murario della costruzione formato a “Croce Greca” con tre absidi il centrale orientato a Nord dedicato alla venerazione di N.S. di Guadalupe, quello di destra orientato a Est dedicato alla venerazione di N.S. di Lourdes, e quello di sinistra orientato a Ovest dedicato alla venerazione di N.S. di Fatima. In basso orientata a sud è la Porta d’ingresso ove la pavimentazione interna esce e forma il Sagrato.821 Immagine a “volo d’uccello“, ovvero dall’alto della planimetria con le curve di livello che descrivono sommariamente l’andamento della superficie collinare ove è posizionata la disposizione del futuro impianto murario della “chiesetta“. Sono visibili le tre immagini che rappresentano N.S. di Guadalupe, nella traccia a terra del catino absidale dell’alare centrale, N. S. di Lourdes nella traccia a terra del catino absidale d’oriente e N. S. di Fatima nella traccia a terra del catino absidale d’occidente.822 Ulteriore immagine sempre del luogo osservato dall’alto, ma in posizione più ravvicinata. Con tratteggio fitto le sagome che descrivono l’ordito dell’impianto murario di elevazione che ha andamento curvilineo, semicirconferenza per la generazione e realizzazione dei tre catini absidali e con segmenti rettilinei per le ulteriori porzioni che generano sempre l’impianto murario perimetrale. Si può notare anche la pavimentazione con elementi modulari quadrati, recanti disegni iconici e simbolici, posizionati con ritmo compositivo che formano il piano di accoglienza della “nave” della “chiesetta“, ovvero ove saranno accolti i fedeli pellegrini. Il pavimento con medesima forma generata ritmicamente forma all’esterno delle mura dell’elevato il sagrato, primo luogo di arrivo degli oranti.823 Il centro della “chiesetta“ovvero la pavimentazione dell’edificio realizzata con metodologia compositivo geometrica proporzionale. ogni elemento quadrato, ove è rappresentata una croce con circonferenza al centro e altra che la circoscrive ha diametro pari a due “cubiti attici“. i quadrati hanno una distanza ritmica pari a un “cubito attico” oltre un ulteriore fascia proporzionale sottomultipla.824 La porzione di territorio rappresentata graficamente tramite i fogli di mappa del servizio della Carta Tecnica Regionale (C.T.R.) in una ulteriore immagine a “volo d’uccello“, ovvero dall’alto ove si possono osservare le rette di studio che si intersecano nel punto in cui individuano il centro di costruzione dell’edificio.825 Porzione del territorio della città di Roma rappresentata tramite i fogli della Carta Tecnica Regionale (C.T.R.) vista dall’alto da ovest verso est. Al centro il fiume Tevere in colore azzurro e con colore verde scuro e rosso i riferimenti orografici del territorio collinare di Roma. Sono riportati i contorni dei fogli rettangoli della C.T.R. con i riferimenti numerici e in colore nero i fogli rettangoli del Nuovo Catasto Terreni (N.C.T.) sovrapposti ai precedenti. Sono anche rappresentate porzioni delle rette dello studio geometrico compositivo orientativo territoriale utilizzato per la individuazione del centro costruttivo del nuovo edificio, la “chiesetta” di N.S. G.L.F.826 Sempre con vista dall’alto da Ovest verso Est il territorio della Provincia di Roma rappresentato con il Quadro d’Unione (Q.U.) dei fogli rettangoli della C.T.R. con evidenziata l’area oggetto di studio, ove sono ubicate le Chiese parrocchiali di N. S. di Guadalupe, N.S. di Lourdes e N.S. di Fatima, ove passano per ognuno dei loro centri le rette utilizzate per le costruzioni distributive territoriali che sono tre raggi della circonferenza visibile nel disegno.
La circonferenza presente nel disegno di cui trattasi è passante per i tre centri delle chiese parrocchiali e ha raggio della proporzione accennata nel testo, ovvero metri 69.655,5 (periodico). ovvero chilometri 69,65555 (periodico).
Il centro della circonferenza è il centro di costruzione della “chiesetta“.
Esterna al perimetro individuata da ulteriori due fogli rettangoli C.T.R., in questo caso appartenenti al Territorio della Provincia di Rieti, l’area con il centro di costruzione della “Chiesetta“. Sono visibili le rette facenti parte del sistema geometrico compositivo proprio della presente composizione.827 Vista dall’alto da Ovest verso Est del sistema geometrico di rilevamento.
Le rette si intersecano nel punto zero di riferimento Centro del Sistema, ovvero nella sua Origine (x: 0; y: 0; z: 0). L’area oggetto di studio, nel sistema di orientamento, rilevamento e riferimento, utilizzato per la stesura del rilievo cartografico disponibile e utilizzato per lo studio, risulta a una distanza geometrica di circa 5.100 – 5.300 chilometri dall’origine, che a sua volta, riportata nella realtà geomorfologica della superficie terrestre risulta essere ubicata nell’area di mare limitrofa a Città del Capo in Sud Africa.
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Una breve nota cronologica
Quale riferimento temporale si evidenzia che:
La prima apparizione della Madonna di Guadalupe avvenne la mattina di sabato (mercoledì ?) 9 dicembre 1531 sulla collina del Tepeyac, vicino a Città del Messico. La Vergine Maria apparve all’indio Juan Diego Cuauhtlatoatzin, (nato nell’anno 1474, morto nell’anno 1548) presentandosi come la “perfetta sempre Vergine Santa Maria, Madre del vero Dio”, e chiese la costruzione di un tempio in quel luogo.
La prima apparizione della Madonna a Lourdes avvenne l’11 febbraio 1858 (giovedì ?). La quattordicenne Bernadette Soubirous vide una “bella signora” vestita di bianco con una cintura blu e rose gialle sui piedi nella grotta di Massabielle, lungo il fiume Gave, mentre cercava legna. La Signora recitò il rosario con lei.
La prima apparizione della Madonna di Fatima avvenne il 13 maggio 1917 (domenica ?) nella località di Cova da Iria, vicino a Fatima, in Portogallo. La Vergine Maria apparve a tre giovani pastorelli — Lucia dos Santos (10 anni) e i cugini Francisco (9) e Giacinta Marto (7) — presentandosi vestita di bianco e invitandoli alla preghiera e alla penitenza.
Seguendo tali dati cronologici la dedicazione della chiesetta è quindi:
alle Nostre Signore di Guadalupe, anno 1531 (G.), di Lourdes, anno 1858 (L.) e di Fatima, anno 1917 (F.), ovvero N.S. di G.L.F.
(1531+1858+1917 = 5.306)
01 La navata centrale della “chiesetta” come appare al momento dell’accesso al luogo sacro. Al centro nel catino absidale centrale è l’altare con l’immagine di Nostra Signora di Guadalupe.02Uno sguardo più ravvicinato verso l’altare dedicato a
Nostra signora di Guadalupe
Una breve nota paesaggistica riguardo il luogo individuato, tratta dalla Guida del Lazio, volume 14, edita dal Touring Club Italiano nell’anno 2005 (Milano):
A breve distanza da Sant’Elpidio, s’incontra, km 6.2, Torre di Taglio m 793, e si attraversa poi un pianoro sparso di piccoli abitati. Si oltrepassa a destra il Monte Moro m 952 e si scende nella selvosa valle del Torrente L’Apa, lasciando a destra, km 11.5, una strada (km 7) per Pescorocchiano (RI) m 806, centro di un comune (ab. 2475) composto di numerose frazioni; vi si conservano alcune iscrizioni latine, riferibili probabilmente a Nersae, il centro principale degli Aequicoli da ubicarsi nel moderno territorio tra Nesce, Civitella di Nesce e Pescorocchiano dove sono visitabili le Grotte di Val de’ Varri. Poco dopo, a sinistra, breve tronco per Castelmenardo m 801. Si attraversa sul Ponte dell’Ospedale m 694 il Torrente L’Apa, e abbandonata la valle si oltrepassa una stretta aperta fra il Colle Cercito m 894 a sinistra e il Monte Burno m 1003 a destra.
03 L’altare dedicato a Nostra Signora di Lourdes, a destra di chi è, entrando, nella navata centrale04 Guardando da Est verso Nord Ovest, all’interno della “chiesetta” si presentano le immagini di Nostra Signora di Guadalupe a destra (Nord) e Nostra Signora di Fatima a sinistra (Ovest)05 Uno scorcio dello spazio sacro orientati in preghiera alla venerazione di Nostra Signora di Fatima.
Nota: Dal Vocabolario della Lingua Italiana Treccani:
venerazióne s. f. [dal lat. veneratio -onis, der. di venerari «venerare»]. – Il fatto di venerare, di essere venerato; sentimento di profondo ossequio e di religiosa devozione: essere oggetto di v.; essere o ritenere degno di v.; con sentimento di profonda v.; esporre un’immagine sacra alla v. dei fedeli; nutrire una sincera v. per il proprio maestro.
06 L’altare dedicato a Nostra Signora di Fatima, a sinistra di chi entra nella navata centrale.07 Una ulteriore immagine dell’altare verso Ovest dedicato al Nostra Signora di Fatima.08 Immagine con sguardo rivolto verso l’alto della “chiesetta” delle N. S. di G.L.F. concepita il 13 giugno 2021, giorno in cui la Chiesa ricorda Sant’Antonio da Padova, Sacerdote Francescano e Dottore della Chiesa-09La “chiesetta” vista dall’alto con lo sguardo a “volo d’uccello“da Sud Ovest verso Nord Est 10 Dalla medesima posizione e vista della immagine precedente la “chiesetta” rappresentata con uno “spaccato assonometrico” che permette la percezione dello spazio interno e del volume che appare all’esterno dell’edificio.11
In posizione zenitale dall’alto vista della immagine della “chiesetta” rappresentata sempre con uno “spaccato assonometrico” che permette la percezione dello spazio interno e del volume che appare all’esterno dell’edificio.12
L’ingresso alla “chiesetta” come appare a chi entra, guardando verso l’alto dal sagrato in prossimità della Porta d’accesso 13
Vista dello spazio interno, circoscritto dall’impianto murario rappresentato con la trasparenza del piano di calpestio. In tal modo è possibile vedere la distribuzione anche degli arredi liturgici in armonia con l’impianto murario e le rappresentazioni votive.14 Ulteriore immagine dal basso verso l’alto dell’edificio, rappresentato sempre con la trasparenza del piano di calpestio per permettere la vista dell’impianto murario nelle sue proporzioni. In questo caso, nell’ambito di ingresso rappresentato è visibile la campana che è posta al centro della calotta semisferica che forma la cupola d’ingresso15 L’immagine zenitale dal basso verso l’alto dell’edificio, rappresentato sempre con la trasparenza del piano di calpestio per permettere la vista dell’impianto murario nelle sue proporzioni.
Al centro in basso l’Altare dedicato a Nostra Signora di Guadalupe (orientato verso Nord); a destra l’altare dedicato a Nostra Signora di Lourdes (orientato verso Est); a sinistra l’altare dedicato a Nostra Signora di Fatima (orientato verso Ovest).
Visibile in trasparenza anche il decoro della pavimentazione eseguito con tratto sottile color giallo.16 Una ulteriore immagine zenitale dal basso verso l’alto dell’edificio, rappresentato sempre con la trasparenza del piano di calpestio per permettere la vista dell’impianto murario nelle sue proporzioni.
Al centro in basso l’Altare dedicato a Nostra Signora di Guadalupe (orientato verso Nord); a destra l’altare dedicato a Nostra Signora di Lourdes (orientato verso Est); a sinistra l’altare dedicato a Nostra Signora di Fatima (orientato verso Ovest).
Si possono notare gli arredi liturgici posizionati in armonia geometrico compositiva con l’impianto murario. In alto l’ambito d’ingresso orientato verso Sud e al centro dell’impianto costruttivo la cupola semisferica della copertura principale della “chiesetta“.17 Vista ortogonale dal basso verso l’alto della “chiesetta” rappresentata sempre con la pavimentazione trasparente e con la presenza delle costruzioni geometrico compositive utilizzate per la generazione dell’impianto ecclesiale e dei suoi elementi liturgici, nonché di base di studio per l’ubicazione e l’orientamento territoriale e cosmico.18 La cupola dell’ambito d’ingresso con la campana.
In trasparenza le costruzioni geometrico compositive della pavimentazione rappresentate con tratto sottile giallo.19 Una ulteriore vista ortogonale dell’edificio dal basso verso l’alto.
In trasparenza sempre le costruzioni geometrico compositive della pavimentazione rappresentate con tratto sottile giallo che si sovrappone alla disposizione degli arredi liturgici rappresentati.20 L’impianto costruttivo semplice con gli elementi liturgici rappresentato nel disegno sempre con vista ortogonale dal basso verso l’alto21 La “navata centrale della “chiesetta” come appare dall’abside con sguardo dall’altare verso la Porta d’ingresso principale e unica. Sono visibili sull’altare il crocifisso, la pisside e la coppa; in profondità sulla destra guardando la Porta, l’Ambone e poi le panche per i fedeli.22 In posizione dalle panche dei fedeli la vista dell’altare dedicato a Nostra Signora di Guadalupe con i te gradini che lo sollevano dal piano d’ingresso e della “nave” della “chiesetta“. In primo piano l’Ambone e alla sua destra, ovvero di chi guarda il Cero Pasquale. Il pavimento modulare con fondo blu verde è completato dai decori in color giallo con disegno e forma intento simbolico.23 Il catino absidale ove è l’Altare visto dall’alto in posizione centrale dalla cupola di copertura; sono visibili i gradini, i decori della pavimentazione, il cero pasquale, la sede del celebrante e gli elementi liturgici.
In prima vista l’Ambone in pietra chiara.24 Nuova immagine del catino absidale ove è l’Altare visto dall’alto in posizione centrale dalla cupola di copertura; sono visibili i gradini, i decori della pavimentazione, il cero pasquale, la sede del celebrante e gli elementi liturgici.
Al centro nella muratura curvilinea dell’abside la immagine di Nostra Signora di Guadalupe.
In prima vista sempre l’Ambone in pietra chiara.25 L’Altare esposto a Ovest dedicato alla Venerazione di Nostra Signora di Fatima. L’andamento della struttura dell’Altare ha andamento planimetrico curvilineo.26 L’Altare esposto a Est dedicato a Nostra Signora di Lourdes come è visibile se si è in posizione limitrofa all’Altare posto a Ovest. Sempre visibile l’Ambone in pietra chiara, le sedute e inginocchiatoi per i fedeli e le decorazioni della pavimentazione.27 Orditura geometrica, nelle tre dimensioni spaziali, generante l’impianto murario dell’edificio sacro. 28 Geometrie costruttive e rappresentative dell’impianto murario dell’elevato e delle volte di copertura dell’edificio sacro.29 Costruzioni geometriche e compositive delle orditure murarie dell’edificio sia per l’elevato che le strutture voltate di copertura, teorizzate per lo studio con costruzioni geometriche spaziali.
30 Geometria costruttiva della semi cupola di copertura dell’ambito d’ingresso. Con tratto più intenso la cupola ovvero semi cupola del tipo pseudo absidale.
31 Scorcio prospettico centrale con vista orizzontale della struttura dell’edificio di culto riguardante la geometria costruttiva e compositiva, con lo sguardo rivolto dall’interno verso la porta d’ingresso, osservando il tutto dall’abside d’Altare.
32 L’impianto schematico costruttivo rappresentato in trasparenza a tratto nero con vista dall’alto dalla Cupola verso il catino absidale.33 Lo spazio interno della “chiesetta” con le panche per i fedeli in primo piano, sullo sfondo nell’abside la immagine di Nostra Signora di Guadalupe, l’ambone a destra di chi osserva e l’altare completato dagli elementi liturgici. La pavimentazione è colore blu verde.